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Il Palazzo Pretorio di Vicopisano
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Il Palazzo Pretorio è uno dei numerosi monumenti visibili a Vicopisano. Costruito nel XII sec. come palazzo privato, con la conquista fiorentina del 1406 fu profondamente ristrutturato ed adibito a sede del Vicario, ospitando il tribunale vicariale e le prigioni pubbliche e segrete sino al 1923, anno in cui fu abolita la pretura ed il carcere mandamentale, ed il palazzo fu suddiviso in diversi appartamenti. Con il 2000 è terminata l'opera di restauro, che ha restituito leggibilità e dignità a questo complesso ricco di storia. Attualmente il palazzo fa parte del complesso monumentale di Vicopisano che comprende: le carceri vicariali, le stanze vicariali, l'archivio storico e le stanze dei Notai, la Rocca del Brunelleschi.
- Per informazioni visitare il sito: www.viconet.it/turismo
Il '400
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In questa sezione della mostra sono raccolti gli stemmi più antichi, testimonianza del primo secolo di vita dell'apparato vicariale, creato dai fiorentini all'indomani della conquista di Vicopisano nel 1406. Vicopisano allora rivestiva ancora grande importanza nello scacchiere militare e politico toscano, ed è questo il periodo in cui membri di importantissime famiglie fiorentine si alternarono nel ruolo di vicario. La Toscana di allora era una delle regioni più avanzate d'Europa e la ricchezza della classe dirigente, frutto dei traffici commerciali e delle attività bancarie, ebbe un suo riflesso anche nella magnificenza degli stemmi e nell'utilizzo frequente del più nobile dei materiali lapidei, il marmo. Questo secolo rappresenta una sorta di passaggio nell'estetica degli stemmi, soprattutto nel loro componente più variabile, lo scudo: dalle forme più antiche (gotico, a mandorla, perale) si sta evolvendo verso fogge più moderne (torneario, a testa di cavallo, rinascimentale). Tra gli elementi dello stemma, vedremo che sarà proprio lo scudo che nel corso dei secoli assumerà le foggie più varie, in corrispondenza col gusto imperante in ciascun periodo.
Il '500 - Il primo trentennio
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Sono qui raccolti gli stemmi realizzati nel primo trentennio del XVI secolo. E' il periodo in cui, a Vicopisano, compaiono gli stemmi in maiolica realizzati dalla bottega dei Della Robbia, primi artisti in grado di innalzare la ceramica a vero e proprio oggetto d'arte riconosciuto e ricercato, ma anche prima bottega ad essere gestita con criteri industriali, riscontrabili, ad esempio, nella serialità con cui anche gli stemmi di Vicopisano furono eseguiti. E' con questo periodo che gli scudi, gli elementi araldici sui quali si articola il blasone vero e proprio, iniziano a perdere la loro aderenza ai modelli medievali, che si rifacevano a scudi reali, per assumere forme sempre più distanti dal vero.
Il '500 - Il secondo trentennio
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Con il 1532 cominciano ad essere disponibili anche gli stemmi dipinti sulle coperte pergamenacee delle filze conservate nell'Archivio Storico vicarese. Questo ci dà la possibilità di osservare la policromia dei blasoni (non disponibile negli stemmi litici). Sino a poco tempo fa questa documentazione grafica non era visibile ed era pressoche sconosciuta, e questa è la prima volta che viene presentata al pubblico. Le coperte delle filze furono oggetto, nel corso dell'800, di una operazione di "restauro", a causa della quale le pergamene furono in gran parte rivoltate e riutilizzate per foderare altre filze. Per questo motivo moltissimi stemmi, un tempo visibili, sono attualmente celati all'interno delle coperte. Per quanto riguarda gli stemmi litici è il periodo in cui comincia ad essere utilizzata la pietra serena, tipicamente fiorentina; purtroppo a causa della sua poca resistenza agli agenti atmosferici, moltissimi di questi stemmi sono stati danneggiati, anche in maniera irreparabile.
Il '500 - L'ultimo trentennio
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In questo periodo la Toscana subisce dei forti contraccolpi economici, determinati dallo spostamento dei commerci sull'asse Nuovo Mondo-Paesi Europei con accesso all'Oceano Atlantico. Conseguentemente a ciò ed alla crisi che ne derivò, anche l'assetto sociale subì dei mutamenti: molte famiglie un tempo dedite ai commerci spostarono il loro campo di azione sull'agricoltura. Era comunque una Toscana più povera e meno dinamica rispetto a quella del Rinascimento ed anche le classi dirigenti, tra i cui membri si sceglievano i Vicari, furono ridimensionate in capacità di spesa ed in ricchezza. Anche negli stemmi litici si nota questa perdita di "splendore", con la totale scomparsa delle terrecotte invetriate e l'utilizzo esclusivo della più economica pietra serena. Anche i Vicari, sempre meno rappresentativi del passato splendore fiorentino, si trasformano in semplici burocrati di provincia, a capo di un territorio oramai periferico e non più importante come nel secolo precedente (non bisogna dimenticare che la deviazione dell'Arno da Vicopisano del 1561 rese questo territorio ancora meno importante)
Il '600 - Il primo trentennio
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Già dalla fine del '500, negli stemmi dipinti sulle filze, si nota una standardizzazione che può far pensare alla presenza di una unica "scuola" che, per alcune decine di anni, si occupò di dipingere gli stemmi nobiliari sugli incartamenti vicariali. Gli stemmi di questo stile sono tutti caratterizzati dalla presenza della ghirlanda e da una serie di drappi policromi circostanti (in blu e rosso). I dipinti sono comunque di ambito fiorentino poichè, al termine del semestre di vicariato, la documentazione veniva inviata nella Capitale per essere rilegata e vidimata dall'Ufficio dei Nove, ed i disegni venivano realizzati in quel lasso di tempo. Con il 1601 si registra anche al primo vicario di origine pisana, segno che anche la nobiltà della città della torre era oramai entrata a far parte dell'entourage di cui si servivano i Medici per amministrare il loro Stato.
Il '600 - Il secondo trentennio
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Per quanto riguarda questa serie di stemmi non c'è niente da aggiungere a quanto già detto per la precedente, se non che, verso la metà del Seicento, termina lo stile con cui furono disegnati la maggior parte degli stemmi nei sessanta anni precedenti e prende piede un'altra tipologia, molto più sobria, caratterizzata dalla scomparsa della ghirlanda di alloro e dei drappeggi policromi circostanti e che ha come unica decorazione una sorta di piccolo tendaggio al piede dello stemma. Anche il cimiero, già visto in esemplari del trentennio precedente, diventa assai diffuso, ma perde del tutto le caratteristiche utili per distinguere il grado di nobiltà per assumere quello di mero ornamento.
Il '600 - L'ultimo trentennio
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Col 1674 termina lo stile "a tendaggio" ed immediatamente l'anno successivo se ne afferma un altro, caratterizzato dalla presenza di una cornice polilobata di colore rosato, che perdurerà sino alla fine del secolo. Per quanto riguarda gli stemmi litici di questo periodo, se ne conserva solamente uno, per cui non è possibile dire alcunchè su eventuali cambi o permanenze di stile.
Il '700 - Il primo venticinquennio
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In questo venticinquennio si afferma un nuovo stile negli stemmi dipinti, caratterizzato da una cornice con delle volute laterali simili a grossi orecchi, ed un festone colorito con piccoli tratteggi verticali. Gli elementi propri dello stemma sono rappresentati in maniera abbastanza grossolana, poichè per dipingerli venivano impiegati colori e vernici pesanti, che non permettevano un livello di dettaglio elevato. Gli stemmi litici presentano invece una varietà estrema di fogge e materiali: anche se continua a prevalere la pietra serena, si incontrano esemplari in marmo ed in maiolica; questi ultimi presentano uno stile abbastanza semplice, caratterizzato dall'utilizzo del giallo per la cornice e da una realizzazione molto corsiva degli elementi araldici del blasone.
Il '700 - il secondo venticinquennio
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E' questa l'ultima serie di stemmi presentati con questa mostra: a partire dal 1753 i vicari non si alterneranno più semestralmente, ma la durata del loro incarico sarà molto più incostante e variabile. Più in generale è la Toscana dei Lorena, succeduti ai Medici nel 1737, ad essere sempre più diversa da quella dei secoli precedenti: le riforme, la società in fermento, le idee illuministiche e rivoluzionarie imporranno dei cambiamenti, anche a livello amministrativo, che porteranno alla scomparsa dei modi di governo tipici dei due secoli e mezzo precedenti. Anche i vicari lentamente perderanno di importanza sino ad arrivare, nel 1848, alla loro completa eliminazione ed alla creazione di forme di amministrazione più moderne.
Res Fragmenta et Incerta
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In quest'ultima sezione presentiamo alcuni stemmi che per la loro frammentarietà non possono essere identificati se non in maniera generica
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